Records          

The Innocenti team after their heroic voyage onto French soil, conquering 33 world records La Lambretta ha una progettazione così accurata da stabilire record mondiali l’anno successivo al suo lancio. Gli scooter italiani sfidano i ciclomotori leggeri fabbricati in Francia che fino ad allora avevano dominato la classe 125 cc a quattro velocità.

Nel suo primo tentativo di trasformare due Lambrette A in mezzi da corsa, la Innocenti riduce al minimo la struttura del telaio, sostituendo la sezione posteriore con tubature leggere. È inserito un capiente serbatoio fra le gambe del conducente, proprio come in una vera motocicletta, in modo da poter percorrere lunghe distanze senza pause per il rifornimento. È integrato anche un voluminoso carburatore e la marmitta è ridotta a un tubo diritto; il motore ha un rapporto di compressione più elevato. Gli ingegneri integrano un trasportatore dinamico in alluminio per migliorare il raffreddamento del motore. La sua velocità massima è di appena 5300 giri/min, relativamente bassa per uno scooter da pista.

L’ingegnere responsabile della prima prova dello scooter da pista è Luigino Innocenti, figlio dell’illustre fondatore. La mattina dell’11 febbraio 1949, la Lambretta è pronta a stabilire un nuovo record mondiale sulla strada che collega Roma a Ostia. Resistendo in strada per nove ore consecutive, la Lambretta stabilisce tredici record mondiali: nove nella classe 125 cc a quattro velocità e quattro nella classe di fino a 175 cc.

Nonostante lo strepitoso successo, l’ingegnere capo Pier Luigi Torre non è ancora soddisfatto e decide di modificare ulteriormente il modello con l’obiettivo di risparmiare altri secondi preziosi.

Il conseguimento del primo record spinge subito alla conquista del secondo; così a due mesi dalle prime vittorie, la Lambretta Innocenti fa le valigie, destinazione il circuito di Montlhéry, in Francia, con l’obiettivo di superare il record appena stabilito in Italia. Questa volta Innocenti vuole battere il record di scooter da pista nella maratona di 24 ore. Per adeguare lo scooter alla difficoltà della sfida, gli ingegneri apportano ulteriori modifiche alla carenatura. Sul fronte è collocata una scatola aerodinamica per il faro anteriore, mentre il nuovo carburatore produce un mix regolabile che compensa gli sbalzi di temperatura fra il giorno e la notte.

Masetti, Brunori e Rizzi sono invitati a competere nella corsa. Masserini prende il posto di Angonoa, considerato la stella nascente, e anche il Dott. Scotti (l’attivissimo direttore della Innocenti) è presente.

Il 23 e 24 marzo 1949, la piccola Lambretta sfreccia sul circuito di Montlhéry per 24 ore consecutive stabilendo 33 record mondiali.
Autumn 1951, the first fully-covered Lambretta is ready. The drivers Ferri, Ambrosini and Masetti win 22 titles.
Convinti che lo scooter non ce l’avrebbe fatta, i marcatempo francesi non avevano previsto turni notturni, e sono costretti a chiamare rinforzi da Parigi. L’unico problema per lo scooter è il continuo bruciarsi del faro anteriore che obbliga i motociclisti a ripetute pause.

Avida di successo internazionale, la Lambretta torna a Montlhéry il 17 febbraio 1949, a meno di un mese dal suo debutto in territorio straniero. Questa volta, Innocenti vuole battere il record di scooter da pista nella maratona di 48 ore. Gli stessi motociclisti sono chiamati a battere il record mondiale a cavallo della stessa Lambretta.
Fino a poco tempo prima, questo scooter era considerato un giocattolo per circolare in città, e ora si sta preparando a sfidare il mondo!

A testimoniare l’evento, sono presenti molti giornalisti specializzati e un gruppo di tecnici e ingegneri di fama mondiale. La Lambretta sfreccia davanti ai loro occhi increduli, giro dopo giro, per 48 ore ininterrotte, senza dare alcun segno di caduta o rallentamento. Completata la maratona, il giovane Masserini vuole dimostrare che le prestazioni della Lambretta sono ancora ai massimi livelli e completa altri dieci giri alla velocità massima di 110-113 km/h. Il pubblico è senza parole! Questi gloriosi risultati riescono a convincere anche gli scettici più incalliti della potenza della Lambretta Innocenti. Il design di alto livello, la progettazione del motore e il robusto telaio in metallo stampato, ne fanno un mezzo praticamente indistruttibile.